Javascript – Object destructuring

J

Object destructuring

Nell’utilizzo del JavaScript, una delle strutture dati più utilizzata è l’oggetto. Il modo più semplice per recuperare le sue proprietà, è quello di accedervi seguendo la “dot notation”, come in questo esempio:

var obj = {
   nome: 'Foo',
   cognome: 'Bar',
};

var nome = obj.nome;
var cognome = obj.cognome;

Se avessimo un oggetto con 5 proprietà, dovremmo ripetere l’operazione per accedere ad ognuna di essa. Certamente, una prima ottimizzazione (in termini di righe di codice), sarebbe quella di dichiarare le variabili su una sola riga

var nome = obj.nome, cognome = obj.cognome;

Quello che salta all’occhio è come il suffisso obj. si ripete ad ogni dichiarazione.

E’ proprio qui che entra in gioco l’object destructuring, il quale ci consente di dichiarare una variabile e nello stesso momento recuperarne il contenuto, in questo modo:

var { nome, cognome } = obj;

La sintassi può sembrare un pò strana, ma quello che fa è veramente semplice: dichiara e inizializza due variabili nome e cognome proprietà dell’oggetto obj e ne assegna il valore.

Fin qui tutto bene, ma veniamo al punto dove questa sintassi rende le cose molto più snelle e facili da leggere: passaggio di valori ad una funzione.

Supponiamo di avere una funzione somma la quale prende come input due valori e ne restituisce la somma, questa potrebbe essere dichiarata semplicemente scrivendo:

function somma(a, b) {
   return a  + b;
}

E se le proprietà a e b fossero contenute in un oggetto? Semplice, utilizzando l’object destructuring possiamo definire le variabili nella firma della funzione e contestualmente estrarne i valori:

function somma({ a, b }) {
   return a + b;
}

var obj = { a: 10, b: 20 };

somma(obj);

Ovviamente se le variabili non provenissero da un oggetto, potremmo sempre dichiararne uno “inline” e quindi invocare la funzione sempre nello stesso modo:

var dieci = 10;
var venti = 20;

somma({ a: dieci, b: venti });

In questo esempio, le variabili sono state volutamente chiamate con nomi diversi rispetto alle proprietà dell’oggetto, altrimenti se fossero state chiamate a e b il risultato sarebbe stato:

somma({ a: a, b: b });

Questo però è quasi sempre lo scenario più comune, dove una proprietà si chiama esattamente come il nome della sua variabile. Se cosi fosse, potremmo omettere la parte successiva ai “due punti” e questa verrà automaticamente trasformata in dichiarazione/valore:

// somma({ a: a, b: b }) questo si può abbreviare in..

somma({ a, b });

 

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Francesco Biegi
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