The Last Keyword: _Generic, noreturn e static_assert – come usare le nuove keyword del C – pt.3

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The Last Keyword: _Generic, noreturn e static_assert come usare le nuove keyword del C – pt.3

Pierre d'Alençon: La tua decenza sarà la tua fine.
Jacques Le Gris: E non c'è fine alla mia decenza.

Ebbene si: dopo una sofferta riflessione ho deciso di scrivere l’ultimo atto sulle (relativamente) nuove Keyword del nostro amato C. L’avevo promesso! E più volte! E quindi era diventata una questione d’onore, per cui come non citare un bel film che fa dell’onore il suo tema principale? The Last Duel è un altra gemma che si aggiunge alle altre che ci ha regalato il grandissimo Ridley Scott. Certo non è un film allegro, quindi non sono riuscito a trovare una citazione molto brillante… ma questo è un momento così, questi ultimi anni non sono stati esattamente un periodo per frasi brillanti. Ma noi programmatori siamo fiduciosi per natura! Speriamo bene…

the last keyword
…lotterò fino all’ultima keyword, lo giuro!…

Allora, riepiloghiamo: nella prima parte abbiamo parlato di complex e imaginary (citando di striscio anche bool, thread_local e atomic di cui avevamo già parlato in passato); nella seconda parte abbiamo parlato di alignas e alignof. Quindi, per completare l’opera, ci mancano solo _Generic, _Noreturn e _Static_assert, che sono state introdotte col C11 e che saranno l’argomento di questa terza (ed ultima) parte. Anche per queste keyword vale la solita regola descritta in questa auto-citazione:

…un po’ come è successo, per esempio, con le variabili booleane _Bool definite nell’header stdbool.h: questa norma del nome che inizia con undescore+maiuscola è seguita per tutte le nuove keyword del C, che possono, poi, essere usate con l’header corrispondente per “raddrizzare” il nome…

e, quindi, le nostre nuove keyword le useremo come noreturn e static_assert usando gli appositi header standard, meno _Generic che è l’eccezione che conferma la regola: non ha una macro di semplificazione (ce ne faremo una ragione…).

Ok, allora cominciamo proprio con _Generic: grazie a questa keyword si può usare una sorta di “programmazione generica” nel C, una possibilità che era anteriormente assente, e che ricorda un po’ i meccanismi di overloading (e un po’ anche quelli dei template) tipici del C++. La sintassi è la seguente:

_Generic(espressione_di_controllo, lista_di_associazione)

espressione_di_controllo: una espressione di assegnamento che rappresenta un tipo
lista_di_associazione:    una lista di associazione con la seguente sintassi:

tipo: espressione, tipo: espressione, ..., default: espressione

Ok, ammettiamolo: questo dice poco, anzi dice che anche un linguaggio stabile, concreto e senza fronzoli come il C diventa astruso quando tenta di aggiungere qualche costrutto C++like (sarà il karma…). Ma forse se trasformiamo quanto sopra in un semplice esempio tutto sarà più chiaro:

#include <stdio.h>

// prototipi locali
int   intAdd(int a, int b);
float floatAdd(float a, float b);
void  errAdd();

// la mia funzione di addizione generica
#define genAdd(x, y) \
        _Generic((x), int: intAdd(x, y), float: floatAdd(x, y), default: errAdd())

// main - funzione main
int main(int argc, char const *argv[])
{
    // set variabili di test
    int    ia = 1;
    int    ib = 2;
    float  fa = 1.1;
    float  fb = 2.2;
    double da = 1.3;
    double db = 2.4;

    // eseguo le somme generiche
    genAdd(ia, ib);
    genAdd(fa, fb);
    genAdd(da, db);

    return 0;
}

// intAdd - somma due int
int intAdd(int a, int b)
{
    printf(
    return a + b;
}

// floatAdd - somma due float
float floatAdd(float a, float b)
{
    printf(
    return a + b;
}

// errAdd - nessuna somma per i tipi passati
void errAdd()
{
    printf("errore di tipo\n");
}

Si, così va meglio. Seguendo l’esempio si possono eseguire mille varianti per gli usi più svariati (e ricordarsi di rispettare la sintassi: default è opzionale, non si possono ripetere tipi, e un po’ di altri dettagli che si trovano nel manuale). Io francamente non uso mai _Generic, ma usarlo non è una cattiva idea. Ah, il codice qui sopra produce il seguente risultato:

1 + 2 = 3
1.1 + 2.2 = 3.3
errore di tipo

E passiamo a noreturn. È una sorta di type specifier che vale solo per le funzioni, quindi è, a tutti gli effetti, un function specifier. La sintassi è questa:

_Noreturn dichiarazione_di_funzione

oppure, usando l'include apposito:

#include <stdnoreturn.h>
noreturn dichiarazione_di_funzione

e a che serve? Serve per dire che la funzione non avrà un ritorno. Questo non vuol dire che non ha un valore di ritorno, o meglio, che non ritorna nulla (per quello c’è già void!), ma vuol dire proprio che non ritorna! Ok, facciamo un esempio (anzi, due: crepi l’avarizia!): la system call _exit(2) e la funzione libc exit(3) sono due esempi ben calzanti di cosa vuol dire noreturn e non necessitano di ulteriori spiegazioni. E quindi quando si esegue una funzione di questo tipo il flusso del codice si ferma, e le successive istruzioni non vengono eseguite. Ok, forse vi sto confondendo le idee, meglio proseguire con un esempio:

#include <stdlib.h>
#include <stdio.h>
#include <stdnoreturn.h>

// prototipi locali
noreturn void okAbort();
noreturn void nokAbort();

// main() - funzione main
int main(void)
{
    printf("sto per eseguire abort()...\n");
    okAbort();
    printf("questa scritta non sarà mai mostrata!\n");
}

// okAbort() - esegue "cose" e quindi un abort()
noreturn void okAbort()
{
    // faccio cose
    // ...

    // chiamo la abort(3)
    abort(); // ok: se scrivo codice dopo NON viene eseguito

    // potrei scrivere codice (ma tanto non verrà mai eseguito!)
    // ...
}

// nokAbort() - esegue "cose" e quindi un abort() condizionato
noreturn void nokAbort(int i)
{
    // faccio cose
    // ...

    // chiamo la abort(3)
    if (i > 0)
        abort(); // nok: eseguo solo se i > 0

    // se i <= 0 faccio cose ma non va bene: è una funzione noreturn!
    // E quindi avrò dei comportamenti non prevedibili (undefined behavior)
    // e anche un bel Warning in compilazione!
    // ...
}

Compilando ed eseguendo otterremo questo risultato:

sto per eseguire abort()...
Annullato (core dump creato)

Spero che l’esempio (con i soliti ampi commenti) abbia chiarito le idee… è necessario aggiungere, però, che noreturn è un po’ come restrict (rileggere l’articolo, please) e anche un po’ come volatile (altro articolo da rileggere): è uno specifier da usare con cautela, perché se usato male può dare comportamenti non prevedibili (undefined behavior). Con noreturn ci impegniamo con il compilatore a scrivere una funzione che farà quanto promesso: “non ritornare”, e quindi il compilatore farà le opportune ottimizzazioni tenendo in conto questo. Ma se non manteniamo la promessa (è il caso di nokAbort() dell’esempio mostrato prima) avremo comportamenti imprevedibili, quindi occhio! Notare che nelle librerie di sistema le funzioni abort(3), exit(3) ecc. sono state ridefinite come noreturn (perché lo sono veramente!).

Dai, ci siamo quasi. Vedo la luce in fondo al tunnel: parliamo di static_assert e la finiamo qui.

Cosa è static_assert? È, come dice il nome, una assert statica (e grazie al…). Ok, spieghiamoci: sicuramente conoscete già la macro assert(3) che consente di eseguire dei controlli a run-time su delle istruzioni, abortendo l’esecuzione del programma se la asserzione fallisce. È abbastanza frequente l’uso in fase di debug per verificare cose tipo divisioni per 0, radici di numeri negativi, ecc. Ed è già predisposta per essere disabilitata per le versioni release dei programmi (uhm… io non uso quasi mai la assert(3), ma è una scelta molto personale, ammetto che è una macro molto utile). E la static_assert? È molto simile, ma funziona a compile-time invece che a run-time (e quindi è statica). La sintassi è:

_Static_assert(espressione, messaggio)

oppure, usando l'include apposito:

#include <assert.h>
static_assert(espressione, messaggio)

Inserendo delle static_assert “mirate” nel codice possiamo, già durante la compilazione, renderci conto se c’è qualcosa che non va. E a questo punto ci vuole un bell’esempio. Vai col codice!

#include <assert.h>

// main - funzione main
int main(int argc, char const *argv[])
{
    // le mie asserzioni
    static_assert(sizeof(int)  == 4, "codice per sistemi con int da 4 bytes");
    static_assert(sizeof(long) == 4, "codice per sistemi con long da 4 bytes");

    // faccio cose
    // ...

    return 0;
}

Ecco, quello nell’esempio è un classico (ma non l’unico) uso della static_assert: quando si compila codice su varie piattaforme si possono aggiungere delle asserzioni in maniera che se la piattaforma non è compatibile già a livello di compilazione provochiamo uno stop in compilazione con relativo messaggio di errore: questo ci eviterà futuri grattacapi a run-time (“ma come, su quell’altra macchina funzionava benissimo!”). Ad esempio il codice appena mostrato, sulla mia macchina (Linux su amd64) produce questo durante la compilazione:

In file included from staticassert.c:1:
staticassert.c: In function ‘main’:
staticassert.c:8:5: error: static assertion failed: "codice per sistemi con long da 4 bytes"
    8 |     static_assert(sizeof(long) == 4, "codice per sistemi con long da 4 bytes");
      |     ^~~~~~~~~~~~~

la prima asserzione fila liscia come l’olio, mentre la seconda blocca la compilazione. Semplice, no?

E vabbè, dai, per oggi può bastare. Finalmente ho compiuto la mia vecchia promessa di ultimare l’argomento “nuove keyword” e ora mi sento veramente più leggero…

Ciao, e al prossimo post!

A proposito di me

Aldo Abate

È un Cinefilo prestato alla Programmazione in C. Per mancanza di tempo ha rinunciato ad aprire un CineBlog (che richiede una attenzione quasi quotidiana), quindi ha deciso di dedicarsi a quello che gli riesce meglio con il poco tempo a disposizione: scrivere articoli sul suo amato C infarcendoli di citazioni Cinematografiche. Il risultato finale è ambiguo e spiazzante, ma lui conta sul fatto che il (si spera) buon contenuto tecnico induca gli appassionati di C a leggere ugualmente gli articoli ignorando la parte Cinefila.
Ma in realtà il suo obiettivo principale è che almeno un lettore su cento scopra il Cinema grazie al C...

Di Aldo Abate

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